La Decima Sinfonia

La Maledizione della Decima Sinfonia – Guida all’ascolto

Qui potrete trovare quattro estratti musicali, ognuno per ogni compositore trattato, di alcune delle sinfonie descritte nell’articolo di ottobre: “La maledizione della decima sinfonia”. Tutti gli ascolti sono correlati a una breve descrizione che spiega il perché della nostra proposta, oltre a presentare l’opera.

Dal momento che non ci è possibile proporvi l’ascolto delle decime sinfonie incompiute, proprio perché solo abbozzate e quindi non eseguibili concretamente (se non in maniera sperimentale o solo parziale), vi presentiamo oggi le none sinfonie di Beethoven, Schubert, Bruckner e Mahler.

Nel caso di Ludwig van Beethoven, la sua Nona Sinfonia op. 125 rappresenta in modo innegabile il punto più alto del suo sinfonismo, e forse addirittura di tutta la sua opera compositiva. Resterete impressionati dall’incipit del secondo movimento, il molto vivace, sicuramente meno conosciuto del celeberrimo inno  Alla gioia (An die Freude) del quarto e ultimo movimento, ma a nostro avviso degno della stessa attenzione. Vi proponiamo dunque un’esecuzione immortale, prodotta dal grande maestro Herbert von Karajan, che a capo dei Berliner Philharmoniker incide nel 1984 l’integrale delle nove sinfonie di Beethoven, interpretazioni considerate ancora oggi un punto di riferimento per tutti i direttori d’orchestra:

Lo “Sturm und Drang”, la tempesta e l’impeto beethoveniani appena ascoltati lasciano spazio ora all’intimità di Franz Schubert. La sua ultima sinfonia portata a termine D 944, detta la “Grande”, di certo non lascerebbe mai immaginare la presenza di un secondo tempo così delicato, leggero, forse anche con qualche nota di umorismo. Tutto il movimento è caratterizzato da un incedere ipnotico, dato dal ritmo marciante presente dalla prima all’ultima battuta. Il tema principale, che torna varie volte durante il movimento, è pervaso da quel senso di smarrimento e malinconia, tipico della poetica Schubertiana. L’esecuzione di questo andante con moto è sempre della filarmonica di Berlino, ma questa volta con a capo il maestro Simon Rattle (2006):

Nonostante la nona sinfonia di Anton Bruckner sia incompiuta, possiamo oggi ascoltarla quasi per intero, perché sprovvista solo dell’ultimo movimento, il Finale. Torniamo quindi a un carattere più vivace, con lo Scherzo, secondo movimento che spezza il clima misterioso e solenne (Feierlich) del primo tempo: si apre con particolari dissonanze di oboi e clarinetti e con i pizzicati ostinati dei violini. Il tutto è contornato da una scansione ritmica quasi ossessiva.
Il maestro Abbado dirige l’orchestra del festival di Lucerna in questa esecuzione del 2014:

Per concludere ci immergiamo in pieno nel concetto dell’Addio alla vita, che caratterizza gran parte della Nona di Gustav Mahler, ascoltando la parte iniziale del suo primo movimento, forse una delle pagine più raffinate e allo stesso tempo più complesse tecnicamente da lui mai scritte. “È terrificante, ti paralizza, mentre i fili di musica si disintegrano… mentre si spengono, perdiamo tutto. Ma nel lasciarli andare, abbiamo ottenuto ogni cosa”. Questo dice riguardo all’opera il grande Leonard Bernstein, direttore della New York Philharmonic in questa incisione del 1967 da noi proposta: