Solitamente si comincia a pronunciare le prime parole all’incirca dopo un anno o un anno e mezzo di vita e nello stesso periodo si impara a muovere i primi passi. Certo, i piccoli traguardi e le conquiste, da bambini, non arrivano per tutti nello stesso momento: ognuno ha le proprie tempistiche, diverse da quelle altrui. Eppure durante la storia si sono registrati diversi casi di assoluta precocità artistica o intellettuale: l’articolo di oggi è dedicato ai bambini prodigio in musica.

Già affascinato dai tasti del clavicembalo all’età di tre anni, era in grado di suonare brevi pezzi a quattro e alla tenera età di cinque aveva già composto alcuni piccoli brani. Torniamo a parlare, come spesso ci capita di fare su questa rivista e come alcuni di voi avranno già intuito, di uno dei compositori più influenti della storia: Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791). Genio precoce, fu educato alla musica fin da bambino dal padre Leopold insieme alla sorella maggiore Maria Anna, soprannominata Nannerl. Le prime composizioni del giovanissimo Wolfgang risalgono al 1761 e si trovano nel cosiddetto Notenbuch für Nannerl, un quaderno musicale che il padre regalò alla figlia. È qui che Leopold trascrisse quelle che probabilmente furono le primissime note di suo figlio, di soli cinque anni: si tratta di una decina di brevi o brevissimi brani per clavicembalo (K. 1-5). Solo un anno più tardi, nel 1762, la famiglia partì alla volta delle corti di Monaco, Vienna e Praga, dove i due fratelli si esibirono come Wunderkinder (bambini prodigio). Nel 1763, poi, iniziò il primo lungo viaggio: un vero e proprio tour europeo di più di tre anni per le principali città e capitali del continente, tra cui Parigi, Londra e Amsterdam. Proprio a questi anni di pellegrinaggio risalgono le prime Sonate1 per violino e la Sinfonia2 n. 1 (K. 16), scritta a otto anni a Londra, sotto l’influenza di Johann Christian Bach (figlio del più noto Johann Sebastian), conosciuto proprio nella capitale inglese. In seguito, a undici anni, Mozart scrisse la sua prima opera,3 Apollo et Hyacinthus. Dal ‘69 al ‘71, poi, Wolfgang e suo padre scesero in Italia: a Lodi il quattordicenne compose il Quartetto per archi n. 1 e a Milano l’opera Mitridate, re di Ponto, messa in scena con successo al Teatro Regio Ducale meneghino. A distanza di pochi anni il capoluogo lombardo vide la rappresentazione di altre due opere del giovane compositore austriaco: Ascanio in Alba (1771) e Lucio Silla (1772). Al suo ritorno nel marzo del ‘73 a Salisburgo, sua città natale, Wolfgang fu assunto come musicista di corte alle dipendenze del principe-arcivescovo Hieronymus conte di Colloredo. Fu nell’ottobre dello stesso anno che un Mozart diciassettenne compose la sua Sinfonia n. 25 in Sol minore, K. 183: un capolavoro indiscutibile che si dice essere stato scritto in soli due giorni.
Spostandoci nella Berlino di inizio Ottocento troviamo altri due fratelli accomunati da un’eccezionale predisposizione per la musica. Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847) e sua sorella maggiore Fanny. Nati in una famiglia dell’alta borghesia tedesca, i due ebbero una formazione estremamente poliedrica: a sei anni ricevevano regolarmente lezioni di tedesco, francese, greco, latino, geografia, aritmetica, letteratura, storia, disegno e musica, studiando fortepiano,4 violino e teoria musicale. Secondo il padre Abraham, era Fanny ad avere una maggiore musicalità tra i due ragazzi, tuttavia, crescendo, non le fu concessa la carriera musicale in quanto considerata inopportuna per una donna.

Anche riguardo a Felix, a dirla tutta, il padre ebbe qualche esitazione, ma la dedizione del giovane e le sue doti gli permisero di affrontare il mestiere di musicista. Egli si avvicinò al pianoforte all’età di sei anni, inizialmente con la madre Lea, e a dieci incominciò a studiare contrappunto5 e composizione con Carl Friedrich Zelter. La sua prima esibizione pubblica avvenne probabilmente all’età di nove anni e il primo brano lo scrisse a dieci. Si tratta del Lied zum Geburtstage meines guten Vaters (“Canzone per il compleanno del mio buon padre”), scritto in collaborazione con la sorella Fanny. Al giovane Felix, però, bastarono pochi anni per iniziare a comporre prolificamente. Tra i dodici e i quattordici anni, infatti, scrisse ben 13 Sinfonie per archi, destinate ad essere eseguite da un’orchestra privata nel salotto di casa Mendelssohn per l’élite intellettuale e l’alta società di Berlino. Tra gli ospiti, per esempio, spiccava il nome del poeta Johann Wolfgang von Goethe, che rimase stupefatto dalla prodigiosità dell’adolescente, a cui veniva chiesto di suonare e improvvisare alla tastiera per l’ormai anziano scrittore. Egli, infatti, ebbe modo di ascoltare Mozart nel 1763 a Francoforte e non esitò a paragonare i due musicisti, esaltando tuttavia maggiormente Mendelssohn.
È a Parigi che, nel 1835, nacque un altro enfant prodige della musica: Camille Saint-Saëns. Già a tre anni iniziò lo studio del pianoforte con la prozia Charlotte Masson e le sue prime composizioni risalgono al 1839: tre brevi brani per pianoforte senza titolo. Nello stesso periodo furono organizzate alcune esibizioni private, alle quali seguì un breve articolo di giornale in cui si parlò di un promettente pianista di soli quattro anni di età. Tra il giugno e il dicembre del 1841 il piccolo Camille compose altri dieci brani e nel ‘42 altri sette. Settant’anni dopo, lo stesso Saint-Saëns commentò queste sue prime composizioni come, seppur insignificanti da un punto di vista artistico, assolutamente inattaccabili sotto un aspetto di correttezza pratica e teorica. A partire dal 1843 il nostro compositore bambino iniziò ufficialmente gli studi musicali: pianoforte con Camille Stamaty (allievo a sua volta di F. Kalkbrenner) e armonia e composizione con Pierre Maleden. A dieci anni e mezzo, il 6 maggio del 1846, Camille fece il suo primo debutto pubblico alla Salle Pleyel, con un programma che includeva il Concerto6 per pianoforte K. 450 di Mozart e il terzo di Beethoven, oltre a brani solistici di J. S. Bach, Händel, Hummel e Kalkbrenner. Naturalmente anche questa volta non mancarono recensioni del concerto in diversi articoli di giornale: a stupire maggiormente erano le sue doti di esecutore e la facilità con cui riuscisse a suonare tutto a memoria.

Nel 1848 Saint-Saëns fu ammesso al Conservatoire di Parigi, dove studiò organo e composizione. Risalgono a questi anni, infatti, i primi grandi lavori studenteschi, tra cui anche una sinfonia in La maggiore del 1850, mai pubblicata in vita. Già nel 1853, a diciotto anni, Camille terminava i suoi studi musicali al conservatorio e accettava un incarico lavorativo come organista. È nello stesso anno che scrisse la sua Sinfonia n. 1 op. 2, la prima a vedere la luce delle stampe.
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1 Con il termine sonata si intende un componimento strumentale, generalmente per pianoforte solo, oppure per pianoforte e altro strumento, costituito solitamente da tre o quattro movimenti. Durante gran parte del XVIII secolo è stata una delle forme musicali più utilizzate dai compositori
2 Con il termine sinfonia si intende un componimento orchestrale costituito generalmente da quattro movimenti, di solito il primo allegro, un secondo movimento lento, terzo un minuetto con trio e come finale un movimento rapido
3 Con il termine opera si intende una rappresentazione teatrale divisa generalmente in atti, quadri (tableaux) e scene, in cui è prevista la presenza di orchestra, cantanti solisti e coro. Solitamente si dividono in opere serie e buffe e possono avere dialoghi parlati (recitativo) e parti solistiche spesso di virtuosismo (aria)
4 Con fortepiano si intende l’antenato del pianoforte. Fino all’inizio del XIX secolo, infatti, il nuovo strumento a tastiera, dotato di martelletti e di un meccanismo che permetteva di variare la dinamica del suono, non aveva ancora raggiunto la sua forma attuale, ma si differenziava notevolmente dal clavicembalo, dotato, invece che di martelletti che percuotevano le corde, di plettri che le pizzicavano
5 Nel gergo musicale la parola contrappunto si usa per indicare quel tipo di scrittura compositiva nella quale due o più linee melodiche si sovrappongono seguendo regole ben precise
6 In generale il concerto è una tipologia di composizione in cui è presente un grande gruppo di strumentisti, tra cui uno o alcuni che intervengono come solisti, mentre tutti gli altri rispondono come gruppo collettivo
Bibliografia:
- Camille Saint-Saëns: il re degli spiriti musicali, G. Clericetti; Zecchini
- Il giovane Mendelssohn: atti del Convegno internazionale di studi, B. M. Antolini, C. Mastroprimiano, F. Scarpellini Pancrazi; Libreria Musicale Italiana
- L’età di Mozart e di Beethoven, G. Pestelli; EDT
- Mozart: cronaca di una vita, J. H. Eibl, trad. S. Tuja; Casa Ricordi




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