Lo sapevi che gli antenati di Ludwig van Beethoven venivano probabilmente dal villaggio fiammingo di Bettenhoven, letteralmente “campi delle rape”?

Eh già! Gli olandesi infatti avevano l’abitudine di darsi il cognome dal luogo d’origine, premettendo davanti ad esso un “van”, da non confondere con il “von” tedesco, indice di nobiltà. Proprio nelle Fiandre molti paesi e centri rurali terminano il proprio nome col suffisso -hoven (“piccola altura”) e tra Maastricht e l’antica Liegi c’è il villaggio di Bettenhoven, che in fiammingo significa “campi delle rape”. Naturalmente c’erano anche i van Bettenhoven, che però verso il 1650 si presentavano già col nome in forma contratta, van Beethoven. In questa data li troviamo nella città di Mechelen (tra Bruxelles e Anversa), dove nasce nel 1684 Michel van Beethoven, arricchitosi facendo il panettiere e che causa del progetto fallimentare di darsi al commercio di prodotti di lusso fu costretto nel 1741 a fuggire nella città tedesca di Bonn per sottrarsi ai creditori.
Un centro prospero e vivo culturalmente:
Questa cittadina si trova vicino a Colonia, la sede del principe elettore e qui iniziò la tradizione musicale della famiglia. Uno dei suoi figli, Ludwig (no, non quello che conosciamo tutti), studiò musica e divenne cantante nella Hofkapelle, per poi assumere il ruolo di kapellmeister, ma senza rinunciare a seguire le orme paterne tramite l’esercizio di un commercio di vini. Anche suo figlio Johann, nato verso il 1740, fu musicista e cantante nella cappella di Corte e pure insegnante presso diverse famiglie nobili. Il 12 novembre del 1767 sposò Maria Magdalena Keverich, una ragazza appena ventunenne, ma che di giovanile aveva ben poco. Già vedova aveva ereditato dalla madre il carattere allegro e festante… testimonianze affermano di non averla mai vista ridere in tutta la sua vita.
La comparsa di un genio:
Dalle nozze vennero al mondo ben sette bambini, di cui però il primo morì poco dopo la nascita e altri tre sarebbero morti in tenera età. In questo ambiente sprizzante di gioia nacque Ludwig, secondogenito battezzato con lo stesso nome del nonno secondo il rito protestante il 17 dicembre 1770 (probabilmente un giorno dopo la nascita). Il ragazzo non fu un vero e proprio enfant prodige, ma ben presto dimostrò le sue enormi qualità in esecuzione come in composizione.
Oggi la casa natale è stata trasformata in museo, al n.20 dell’odierna Bonngasse, mentre al n.18 troviamo il Beethoven Archiv e questa è la storia di come una famiglia fiamminga di origini contadine abbia dato i natali, sebbene con non poche peripezie, a uno dei massimi geni della storia della musica.



