La Decima Sinfonia

Monferriadi 06/07/2025

W. A. Mozart, Sonata in Re maggiore KV 381 per pianoforte a quattro mani

Al pianoforte: Monica Cattarossi e Sergio Delmastro

Allegro

Andante

Allegro molto

Composta nel 1772 da un Wolfgang Amadeus Mozart sedicenne di ritorno dal suo secondo viaggio in Italia, la Sonata KV 381 per pianoforte a quattro mani è uno dei primi esempi di questo genere cameristico – all’epoca ancora inusuale e sostanzialmente in stato solo embrionale, che trovò la sua piena affermazione nell’Ottocento. Sull’esempio delle prime composizioni a quattro mani di Niccolò Jommelli, Johann Christian Bach (e probabilmente Giovanni Battista Sammartini), Mozart fu il primo a dedicarsi sistematicamente a questo genere, che lo accompagnò per tutta la sua carriera compositiva, dalla prima sonata a quattro mani, scritta alla tenera età di nove anni, fino all’ultima, composta quattro anni prima di morire. La Sonata KV 381 che ascolteremo questa sera fa parte naturalmente del periodo giovanile del musicista austriaco: in generale troviamo uno stile ancora acerbo, con una concezione semplicistica della ripartizione delle idee melodiche tra i due esecutori, spesso limitata alla divisione tra melodia e accompagnamento. Pensata per essere eseguita assieme alla sorella Nannerl, fu probabilmente scritta per il clavicembalo. 

J. Brahms, Trio in la minore op. 114 per pianoforte, clarinetto e violoncello

Al pianoforte: Monica Cattarossi

Al clarinetto: Sergio Delmastro

Al violoncello: Silvio Righini

Allegro

Adagio

Andantino grazioso

Allegro

A differenza della giovanile sonata di Mozart appena ascoltata, ci troviamo ora di fronte ad un lavoro della piena maturità di Johannes Brahms. Composto nel 1891, infatti, il Trio op. 114 è l’ultimo dei sei trii scritti dal musicista tedesco, quattro dei quali per la più comune formazione di pianoforte, violino e violoncello (di cui uno postumo). La particolare scelta dell’organico nacque dall’incontro con Richard Mühlfeld, celebre virtuoso clarinettista dell’epoca, di cui Brahms rimase assolutamente folgorato. È grazie alla conoscenza di questo strumentista, infatti, che videro la luce alcune delle pagine più importanti del repertorio clarinettistico del secondo Ottocento, tra cui – oltre al Trio op. 114 – il Quintetto op. 115 e le due Sonate op. 120 per clarinetto e pianoforte. Di questi il Trio op. 114 è un paradigma del tardo stile brahmsiano. Si tratta di una composizione dal carattere riflessivo ed elegiaco, miracolo di equilibrio tra le parti: i tre strumenti, infatti, concorrono tutti in egual misura alla realizzazione del brano, sia grazie a momenti solistici che di dialogo e imitazione.


Programma di sala a cura de La Decima Sinfonia, la prima rivista di musica classica totalmente digitale gratuita. Scorpi la nostra storia e cosa facciamo!

Evento a cura di

Iscrivi alla newsletter La Decima Sinfonia ISSN 3035-5060. Nella tua casella di posta una volta al mese con articoli, interviste e i migliori concerti dal vivo e in streaming.