L. Van Beethoven, Trio in do minore op. 1 n. 3
Al pianoforte: Giorgia Delorenzi
Al violino: Carlotta Conrado
Al violoncello: Silvio Righini
Allegro con brio
Andante cantabile con variazioni
Menuetto. Quasi Allegro
Finale. Prestissimo
Composto all’età di ventiquattro anni, il Trio op. 1 n. 3 è il terzo dei tre trii per pianoforte, violino e violoncello che costituiscono il primo numero del catalogo beethoveniano. Pur non essendo i primi lavori scritti o pubblicati dal musicista tedesco, furono bensì i primi che egli ritenne meritevoli di essere dati alle stampe come Opus 1. In particolare, il Trio n. 3 che ascolteremo questa sera è, dei tre, quello più innovativo e che più si discosta dallo stile compositivo dell’allora ultrasessantenne Haydn, maestro di Beethoven a Vienna per circa un anno e mezzo. Come gli altri due trii della raccolta anche il seguente consta di quattro movimenti: primo elemento di novità rispetto ai canonici tre fino a quel momento impiegati da Haydn e Mozart per questo genere cameristico. La scrittura pianistica, inoltre, è ormai scevra di ogni elemento clavicembalistico e i tre strumenti hanno ognuno un ruolo di importanza paritario, segni ulteriori di modernità della composizione. Questa sera ascolteremo solo il primo movimento, Allegro con brio, contrassegnato da un senso di ansia e drammaticità che non trova risoluzione neanche nel Mi bemolle maggiore del secondo tema.
La prima esecuzione dei tre Trii op. 1 avvenne prima della pubblicazione presso la dimora viennese del principe Carl von Lichnowsky, mecenate sostenitore e protettore di Beethoven, nonché dedicatario dei trii. Fu in questa occasione che il “conservatore” Haydn, anch’egli presente, avrebbe sconsigliato il giovane allievo di dare alle stampe il terzo trio, reputato troppo avanguardistico e di difficile comprensione.
R. Schumann, Trio in re minore op. 63
Al pianoforte: Giorgia Delorenzi
Al violino: Carlotta Conrado
Al violoncello: Silvio Righini
Mit Energie und Leidenschaft
Lebhaft, doch nicht zu rasch. Trio
Langsam, mit inniger Empfindung. Bewegter
Mit Feuer
Scritto oltre cinquant’anni dopo rispetto al trio appena ascoltato, l’op. 63 per pianoforte, violino e violoncello è il primo dei tre trii scritti dal musicista tedesco Robert Schumann per questo organico. Anche in questo caso si tratta di una composizione in quattro movimenti, con Scherzo e Trio come secondo tempo: chiaro lascito stilistico beethoveniano. Il razionalismo del classicismo, però, lascia qui posto alla passione romantica, che si traduce ora in slanci sentimentali, ora in riflessioni intime. Non mancano anche momenti stranianti, ottenuti tramite tecniche estese e effetti timbrici a dir poco particolari: i due archi, infatti, suonano “sul ponticello”, mentre il pianoforte intona accordi con pedale “una corda”.
Il Trio in re minore che ascolteremo questa sera per intero fu composto da Schumann nel suo trentasettesimo anno di vita: un periodo complesso per il musicista teutonico. Dopo essersi trasferito a Dresda con la famiglia, infatti, nel giugno del 1847 venne a mancare il figlio Emilio, alla tenera età di un anno. Le pagine del Trio op. 63 videro la luce proprio in questo stesso mese.
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